Paleo Runners
Da dove viene

Fonti del manifesto

Da dove viene

Cosa dimostra ogni studio e — la parte che di solito non si scrive — cosa non dimostra.

Il manifesto usa una decina di fatti che suonano falsi la prima volta che li senti: che l'alimento preferito di un popolo di cacciatori sia lo zucchero, che camminare quindici chilometri al giorno non ti faccia bruciare più di un impiegato, che quarantamila anni fa esistesse un rito per impedire a un atleta di sentirsi importante.

Sono tutti veri, e qui c'è dove verificarli.

Ma serve anche il contrario. Un manifesto costruito su studi tirati più di quanto reggano è un manifesto che crolla al primo lettore competente. Quindi ogni voce dice cosa dimostra e, dove serve, cosa non dimostra.

I — capitoloIl corpo

Bramble, D. & Lieberman, D. — «Endurance running and the evolution of Homo», Nature, 2004

Il paper che regge l'intero capitolo, e la fonte di ogni singolo tratto anatomico citato nell'apertura. Elenca oltre venti caratteristiche che non hanno funzione nel camminare e ne hanno una nel correre a lungo.

  • Legamento nucale. Stabilizza la testa contro il beccheggio della corsa. Presente in cani e cavalli, assente negli altri primati viventi. Nel record fossile compare con Homo erectus e manca in Australopithecus: è il punto in cui l'attrezzo cambia mestiere.
  • Tendine d'Achille e arco plantare. Immagazzinano e restituiscono energia elastica a ogni appoggio; il contributo è trascurabile nella camminata e diventa sostanziale sopra una certa velocità. Nello scimpanzé l'Achille è corto.
  • Grande gluteo. Molto più sviluppato che in qualunque altro primate. L'attività elettromiografica è modesta nel cammino e alta nella corsa: serve a controllare la flessione del tronco in avanti a ogni impatto.
  • Ghiandole sudoripare. Le stime standard vanno da due a quattro milioni, con variazione individuale ampia e non tutte funzionalmente attive. Nel manifesto usiamo la cifra più bassa apposta. Quello che conta non è il numero esatto, ma il confronto: nessun altro primate raffredda per evaporazione su tutta la superficie corporea in questo modo.

Cosa non dimostra: che l'uomo si sia evoluto per cacciare correndo. Dimostra che si è evoluto per coprire distanza nel caldo. A cosa servisse quella distanza è un'inferenza ragionevole, non un fatto scavato.

Bramble, D. & Carrier, D. — «Running and breathing in mammals», Science, 1983

Il vincolo respiratorio dei quadrupedi. Nei mammiferi al galoppo il ciclo respiratorio si aggancia alla falcata in rapporto 1:1: i visceri oscillano contro il diaframma come un pistone e impongono il ritmo. L'uomo che corre ha un accoppiamento variabile — 2:1, 1:1, 4:1 — o nessuno. È la ragione meccanica per cui possiamo regolare il raffreddamento mentre ci muoviamo, e loro no.

Liebenberg, L. — osservazioni sulla caccia di persistenza tra i San del Kalahari

La fonte più citata e la più fragile del genere. Liebenberg ha corso davvero quegli inseguimenti e li ha descritti, ma sono pochi, in un solo gruppo, e alcuni degli episodi più noti — inclusa la sequenza famosa di un documentario BBC — sono ricostruzioni concordate con i cacciatori, non riprese di una caccia spontanea.

Nel manifesto la usiamo come immagine e lo dichiariamo nel testo. Se qualcuno ti dice che la caccia di persistenza è una leggenda, non ha del tutto torto — e l'argomento non ne dipende.

Lieberman, D. — Exercised, 2020

Da qui viene l'osservazione che regge tutto il manifesto: nelle società di cacciatori-raccoglitori nessuno si allena, e l'idea di produrre fatica che non serve a niente risulterebbe incomprensibile. Non è una posa antimoderna — è una constatazione etnografica, e Lieberman è un difensore accanito dell'esercizio fisico. Il libro è anche il miglior antidoto alle versioni fanatiche di tutto questo, compresa la nostra.

II — capitoloIl cibo

Marlowe, F. et al. — Journal of Human Evolution, 2014

Le classifiche di preferenza alimentare degli Hadza, raccolte per anni. Il miele è primo, e non di poco. È il singolo dato che smonta più in fretta la «dieta paleo» commerciale.

Isack, H. & Reyer, H. — Science, 1989

L'indicatore golanera guida gli uomini agli alveari, e lo studio documenta che il richiamo umano aumenta significativamente la probabilità di essere guidati. Cooperazione tra due specie selvatiche, senza addestramento. Ha anche una funzione narrativa nel manifesto: il cibo migliore che avessimo richiedeva ore di cammino dietro a un uccello.

Perry, G. et al., 2007

Numero di copie del gene dell'amilasi salivare: le popolazioni con dieta storicamente ricca di amido ne hanno di più, e noi ne abbiamo comunque più degli altri primati. L'amido non è un incidente recente.

Cosa non dimostra: niente sulle diete low-carb come strategia individuale. Dice solo che «i carboidrati sono estranei alla nostra specie» è falso.

Hall, K. et al. — Cell Metabolism, 2019

Studio controllato in ambiente chiuso: stessi macronutrienti sul foglio, cibo ultraprocessato contro cibo minimamente processato, consumo libero. Chi mangiava ultraprocessato ha assunto circa cinquecento calorie in più al giorno e ha preso peso. Piccolo campione, breve durata — ma è uno dei pochi esperimenti veri in un campo pieno di studi osservazionali.

Pontzer, H. et al., 2012 e 2015

Dispendio energetico totale degli Hadza misurato con acqua doppiamente marcata: sovrapponibile a quello di adulti occidentali sedentari, a parità di massa corporea. Da qui il modello del dispendio vincolato — il corpo compensa il lavoro in più riducendo altrove.

È il dato più fraintendibile del manifesto, e il motivo per cui nel testo c'è un riquadro. Non dice che muoversi è inutile: dice che l'esercizio non è la leva principale del peso corporeo. Il modello è discusso e non universalmente accettato.

Goren-Inbar, N. et al. — PNAS, 2002

Gesher Benot Ya'aqov, lago di Hula, circa 780.000 anni fa: incudini e martelli di pietra usati per aprire noci, sette specie diverse nello stesso sito. La frutta secca non è un superfood del 2010.

IV — capitoloLa tribù

Lee, R. — «Eating Christmas in the Kalahari», Natural History, 1969

Il testo dell'insulting the meat. Lee compra un bue enorme per il campo !Kung e lo sente definire pelle e ossa da tutti; scopre poi che è un rito preciso, spiegatogli con parole che il manifesto riporta quasi alla lettera: chi prende molta carne comincia a credersi un capo, e l'orgoglio prima o poi ammazza qualcuno. Quattro pagine, si legge in dieci minuti, ed è il pezzo di antropologia più utile che possa leggere chi corre.

Cosa non dimostra: che tutte le società di cacciatori facessero così. Ma la logica livellatrice è documentata in molte, ed è l'argomento del capitolo.

V — capitoloIl riposo

Raichlen, D. et al., 2020

Gli Hadza stanno inattivi circa nove-dieci ore al giorno, quanto un adulto occidentale. La differenza è la postura: accovacciati o inginocchiati mantengono un'attività muscolare bassa ma continua negli arti inferiori, che su una sedia con schienale va a zero. Da qui il quinto rito.

Cosa non dimostra: che stare accovacciati faccia dimagrire o allunghi la vita. Dice che il nostro riposo è di un tipo che la nostra specie non aveva mai praticato.